A SPASSO NEL TEMPO TRA GLI ANNI 20 E GLI ANNI 30

I RUGGENTI ANNI 20

E’ questo il periodo che vede esplodere il jazz in America e il dadaismo e in Europa, è il decennio dell’art déco. Sono gli anni ’20, momento direttamente successivo alla fine del primo conflitto mondiale, un periodo storico in cui la donna si emancipa e lo mostra non solo lavorando e rimboccandosi le maniche ma anche “osando” nel campo dello stile e della moda.

Gli anni ’20 sono l’epoca del primo splendore di Coco Chanel, la cui lungimiranza riesce a votare la moda all’eleganza semplice e non pomposa inventando, di fatto, la “donna moderna”. E’ Coco Chanel che lancia il taglio alla garçonne e crea la petite robe noire.

Lo stile della Flapper Girl

La moda degli anni ’20 “disegna” una donna emancipata e molto diversa dal passato: si tratta della cosiddetta FLAPPER GIRL, una ragazza molto più disinibita che, con abiti corti, capelli alla maschietta e sigaretta in mano, è pronte a conquistare il mondo.

Come vestirsi per ricreare lo stile degli anni ’20

La perfetta flapper girl usa tessuti leggeri e morbidi come il jersey (sdoganato proprio da Coco Chanel), lo chiffon e la seta che, cuciti in abiti senza maniche, dalle linee dritte e con l’orlo al ginocchio, lasciano libero il corpo, senza fasciarlo.

Non bisogna poi dimenticare che gli anni ruggenti vedono impazzare il Charleston che, con i suoi ritmi veloci e serrati, sdogana quei particolarissimi abiti arricchiti con frange e perline che, quindi, non possono mai mancare in un perfetto outfit anni ’20.

Per quando riguarda gli accessori, invece, sono senza dubbio da privilegiare lunghe collane di perle (vere o finte che siano) che, abbandonate larghe sul decolleté, seguono le linee morbide del vestito.

A completare l’outfit, poi, non può assolutamente mancare il cloche, il tipico cappellino a campana le cui linee, scendendo a coprire la fronte, facevano risaltare gli occhi tipicamente truccati.

Le scarpe, rigorosamente con un tacco medio, non possono fare a meno del cinturino stretto alla caviglia: sono scarpe nate per ballare al ritmo delle note veloci del fox trot e del charleston!

Trucco e parrucco

Per il trucco, nel beauty la perfetta flapper girl non può mai mancare l’ombretto col quale ricreare il tipico smokey eyes anni ’20, da completare con una dose massiccia di mascara nero. Il rossetto deve essere rosso e decisamente brillante, quasi a disegnare una bocca a forma di cuore. L’effetto deve essere quello di una bambola: non dimentichiamoci quindi di utilizzare una cipria chiara e perlata!

GLI ANNI 30 : PAROLA D’ORDINE FEMMINILITA’

Gli anni ’30 segnano una decisa inversione di rotta in materia di moda e abbigliamento femminile.
Abbandonati i fasti degli anni ruggenti, dopo la grande depressione del ’29 la moda diventa emanazione del suo tempo e, sotto l’influsso della crisi economica, sceglie di vestire la donna in modo più sobrio tornando a privilegiare forme più femminili e meno androgine.

Prese le distanze dalle linee più marcate e geometriche degli anni ’20, gli abiti si fanno più morbidi e fascianti, le gonne si allungano sotto il ginocchio per il giorno e fino alla caviglia la sera. Rimane però di tendenza la grande rivoluzione degli anni passati: completamente sdoganato, il pantalone diventa un capo elegante, tanto che viene indossato con disinvoltura anche da grandi star del tempo come Marlene Dietrich.

La vera rivoluzione degli anni ’30, tuttavia, sono i tessuti: la crisi infatti costringe e risparmiare sui filati ed ecco che, per la prima volta nella storia, l’industria dell’abbigliamento introduce le fibre sintetiche: il nylon (e non la seta) diventa il materiale più utilizzato per la fabbricazione di calze e collant, vera e propria invenzione dell’epoca.

Come vestirsi per ricreare lo stile degli anni ’30
Per il tipico outfit da giorno devono essere privilegiate le gonne sotto il ginocchio che, strette in vita e larghe sulle gambe, si aprono in pieghe e pannelli. Molto in voga, poi, erano particolari modelli in cui la fenditura dell’orlo posteriore superava di qualche centimetro quella della parte anteriore.

Grande protagonista torna ad essere il punto vita che, bistrattato per tutti gli anni ’20, è ora valorizzato da cinture, spesso utilizzate anche sui cappotti, rigorosamente lunghi al polpaccio. Le gonne erano accompagnate da camicie o maglioncini. Di giorno, l’eleganza trovava spesso il suo protagonista nel tailleur pantalone, con giacche strette in vita e spalle quadrate a causa di imbottiture interne nascoste.

D’inverno, le spalle delle signore vengono adornate da immensi colli di pelliccia, accompagnati da cappelli dalla visiera ampia.

Le misure cambiano anche per gli abiti da sera: lunghi e più fascianti sul corpo,
tali abiti si aprono a vertiginose scollature sulla schiena. Torna a essere protagonista il tacco alto.

Trucco e parrucco
Un trucco anni ’30 deve privilegiare, senza dubbio, le labbra: scegli un rossetto rigorosamente rosso, a corredo di un incarnato truccato con fondotinta dai toni molto chiari. Sugli occhi utilizza ombretti dai colori pastello e allunga le ciglia col mascara nero.

Molto importante, al fine della creazione di un perfetto outfit è, poi, l’acconciatura. Con riga laterale, i capelli vengono agghindati in larghe onde che, seppur non partendo dalla radice, incorniciano il viso in un’acconciatura scultorea

 

GLI ANNI 20 E 30 AL MASCHILE

 

Per quanto riguarda l’abbigliamento maschile, gli anni ’20 e ‘30 rappresentano l’inizio della moda uomo come oggi la conosciamo e non presentano significative differenze tra una decade e l’altra: molti dei capi che si diffusero in quegli anni sono ancora oggi in uso, seppur con minimi cambiamenti. Questo è il periodo in cui nascono i moderni completi a tre pezzi, ma anche la moda “sportiva” (si pensi, ad esempio, ai pantaloni alla zuava che ancora oggi sono indossati, ad esempio, dai golfisti).

Per ricreare lo stile anni 20 dunque dovrebbe indossare  un abito a tre pezzi, completo cioè di gilet. Nella versione più elegante l’abito dovrebbe essere in tessuto scuro, caratteristico il gessato.

La versione più casual prevede pantaloni in twid, magari alla zuava con camicia e gilet di lana, possibilmente a rombi.

Ciò che rendeva unici uomini e completi erano gli accessori, che negli anni ’20 assumono un ruolo fondamentale quale concessione alla vanità maschile. Ma andiamo con ordine.

Gli accessori da indossare dunque saranno indifferentemente papillon a righe, in tartan o a pois e cravatte con i medesimi motivi, a quadri o con fantasie di ispirazione art deco. I colori devono essere accesi e brillanti dal verde, all’arancione, al rosso. Per un look più casual, si può annodare al collo un foulard di seta. Non può mancare la pochette nel taschino in coordinato con la cravatta.

Il tocco finale per rendere un look davvero perfetto è il cappello. Negli anni ’20 gli uomini indossavano cappelli in feltro o paglia sul genere Borsalino o Panama, o la più sportiva coppola.

Per quanto riguarda le scarpe, beh questa è l’era delle Oxford stringate bicolori.

Teresa Rota
Specialista nella Valorizzazione della Donna Attraverso l’Abbigliamento

Lascia un Commento